RICORDANDO MODESTO DELLA PORTA

 

Un altro poeta, poco apprezzato quando era in vita dai critici letterari ma che riscosse molto successo di pubblico, fu Modesto Della Porta, nato a Guardiagrele nel 1885 e morto nello stesso luogo nel 1938; questo in quanto non era un letterato, scolasticamente era arrivato alle scuole medie, neanche terminate.

Il suo talento si esprime attraverso la semplicità e l'umorismo che comunque portano a considerare il dolore, in particolare il dolore di quella classe modesta di artigiani dell'epoca; ed è proprio ad un appartenente a questa classe, la figura di un calzolaio suonatore di trombone in una banda di paese che Modesto Della Porta dedica una sua raccolta di poesie intitolata "Ta-pù", con riferimento al suono ripetitivo del trombone di accompagnamento; attraverso il racconto delle vicende del calzolaio il poeta ci fa conoscere i sacrifici compiuti dalle genti abruzzesi di quell'epoca e la loro saggezza.

La condizione di povertà è descritta in particolare nella poesia che segue intitolata "Pace e sonne" dove con tono genuino e parole semplici il poeta ci descrive la reazione di Antonio Fanella alla vista in casa sua di un ladro che è nell'atto di rovistare nei suoi cassetti.

Egli si pone subito in una condizione comprensiva dicendo: "….Chi sarà questo poveretto?" e poi addirittura lo benedice condividendone la sventura: "Non ci trovo niente io di giorno: che ci può trovar vossignoria di notte?".

Il finale è un atto ultimo ed estremo di saggezza che risveglia l'umorismo, quando si riavvolge nelle coperte e riprende a dormire…

  Rossana D'Angelo